mercoledì 15 maggio 2013

Elezioni comunali Roma 2013

È lungo più di un metro e si piega in sei! La sudata i romani non se la faranno al mare ma al seggio per maneggiare il maxi lenzuolo elettorale.

Uno dei due è candidato sindaco di Roma

Allarme elezioni a Roma. Con 19 candidati a sindaco e 40 liste la scheda elettorale per il Campidoglio s’è ingrossata fino a diventare un lenzuolo lungo 1 metro e 20 centimetri, cioè quasi l’altezza di Alemanno. Si preparino i romani alle contorsioni dentro la cabina elettorale per addomesticare un mostro cartaceo che sarebbe più utile per apparecchiare un pic-nic o per coprirsi durante il pisolino pomeridiano.

Sei facciate da ripiegare correttamente saranno un osso duro anche per i geni che riescono a fare per intero il cubo di Rubik e già prevediamo le imprecazioni di chi si troverà intrappolato in questo rompicapo manuale invece di godersi una mattinata al mare. Poi nessuno si lamenti se cresce l’astensionismo!

Ma soprattutto, come faranno gli elettori a maneggiare la scheda con una sola mano, visto che con l’altra dovranno turarsi il naso?

Intanto conviene iniziare a orientarsi, per capire dove saranno i simboli sulle schede. Ecco l’ordine numerico sorteggiato:

1) Edoardo De Blasio. 2) Sandro Medici. 3) Armando Mantuano. 4) Alfonso Luigi Marra. 5) Valerio De Masi. 6) Stefano Tersigni. 7) Alessandro Bianchi . 8) Gerardo Valentini. 9) Luca Romagnoli. 10) Fabrizio Verduchi. 11) Giovanni Alemanno. 12) Matteo Corsini. 13) Angelo Novellino. 14) Marcello De Vito. 15) Giovanni Palladino. 16) Ignazio Marino. 17) Gianguido Saletnich. 18) Alfio Marchini. 19) Simone Di Stefano....

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martedì 14 maggio 2013

La rabbia anti-Casta dei cittadini

Gli elettori scendono in strada impugnando i forconi del terzo millennio: Costituzione e Codice Penale. E i politici se la svignano.


La Costituzione firmata da De Gasperi e De Nicola
La copia originale della Costituzione

È un'escalation. Dopo la sparatoria di Preiti e le picconate di Kabobo, la rabbia dei cittadini sta esplodendo nelle forme più imprevedibili.

Stavolta l'attacco prende di mira direttamente la Casta: in diverse città d'Italia si registrano agguati ai politici a suon di Costituzione, Codice Civile e Codice Penale.

Proprio così, gruppi organizzati di elettori accerchiano i politici per strada e li colpiscono con l'arma per loro più letale: la pacifica lettura delle leggi fondamentali dello Stato e delle norme che regolano il funzionamento della società. Per i nostri governanti è scattato il terrore.

Davanti a Palazzo Chigi un ministro è stato rincorso da una scolaresca che recitava a memoria la parte del codice penale sui delitti contro la pubblica amministrazione

A Roma un deputato si è rinchiuso nella toilette di un bar per sfuggire a una famiglia che brandiva pericolosamente i Diritti fondamentali del consumatore.

A Milano un'ambulanza ha dovuto soccorrere un consigliere comunale colpito da malore dopo aver aperto una busta sospetta: dentro c'era una copia rilegata della Costituzione.
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lunedì 13 maggio 2013

Il nuovo segretario del Partito Democratico

Epifani eletto perché ha la patente nautica per traghettare il PD. Sì, verso l'abisso! Tanto valeva nominare capitan Schettino.

Epifani successore di Bersani

Piange e si dispera, Francesco Schettino, perché se si doveva traghettare il Partito Democratico verso il naufragio, il posto di segretario spettava a lui, che di spiaggiamento di pachidermi è il re assoluto.

No, caro Schettino, l'assemblea del PD cercava un vero professionista. Tu hai il difetto di lasciare il lavoro a metà, perché fai schiantare una signora nave come la Costa Concordia, ma poi la lasci lì a galleggiare.

Il PD, invece, punta all'inabissamento completo e ha fatto una severa selezione di candidati per nominare segretario un ex leader Cgil che, tanto per dire, si è laureato in Filosofia con una tesi sull'anarchica e rivoluzionaria russa Anna Kuliscioff.

Si preparino i palombari per il recupero del relitto.
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venerdì 10 maggio 2013

Enrico Mentana lascia Twitter

Dopo Mentana che dice addio per i troppi insulti, anche Giuliano Ferrara potrebbe mollare, ma perché ne riceve pochi.

Scoop uccellesco! Stai a vedere che @ferrarailgrasso rischia di svolazzare via (ossimoro!) da Twitter causa scarsità di offese, delle quali è un ottimo incassatore e, se vuole, un sublime emettitore.

Chicco Mentana, non riuscendo più a surfare sulle invettive, ha abdicato:




Invece il dio Elefante con gli insulti ci si sollazza, se no che diamine cinguetta a fare? Del resto le sue ultime sortite su Andreotti e mafia qualche saporito battibecco glielo hanno procurato.



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Lo stipendio dei parlamentari

Guarda come ti arrivo a fine mese. Una bella busta paga grillina a dimostrazione che il vaffa rende eccome.

Lo stipendio della deputata Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle. L'ha pubblicato lei stessa sul suo blog: osservare bene, prego, le diverse voci e soprattutto il confortante netto mensile. La parlamentare ha fatto anche una promessa. La trovate più in basso, dopo aver spulciato la busta paga.




Roberta Lombardi ha garantito le seguenti sforbiciate alla sua retribuzione: 

Indennità parlamentare: rinuncio alla differenza con i 5000 euro lordi (5.435 euro). La differenza verrà restituita. 
Diaria: documentazione di tutte le spese a piè di lista, anziché il forfait di 3500 euro previsto. Quanto non documentato verrà restituito. 
Rimborso spese per esercizio del mandato (ovvero cosiddetti portaborse e consulenze): intera documentazione spese anziché il 50% come previsto. Quanto eventualmente non speso, verrà restituito. 
Spese trasporto e viaggio: rinuncio ai rimborsi taxi pari a 3323,70 euro netti liquidati trimestralmente. 
Spese telefoniche: rinuncio a 3100 euro circa su base annua. 
Assistenza sanitaria: non è possibile rinunciarvi. 
Indennità fine mandato (in busta paga indicato come Fondo Solidarietà): non è possibile rinunciarvi. Ma lo restituirò a fine mandato.

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domenica 22 marzo 2009

Chi ci capisce è bravo

Se De Magistris entra in politica, tutti gli intimano di lasciare la magistratura.

Se Cuffaro viene accusato di favoreggiamento ai mafiosi e condannato in primo grado a 5 anni di carcere e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, può tranquillamente restare in politica e fare il senatore.
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